Home | Area Protetta | ATM | Risorse per WebMasters | Software | Links

 
 



Tecnici Hardware


 

Tecnici Software


 

Tecnici di Rete


 

Utilità


 

Under Construction


 

Under Construction


 

Un algoritmo è un sequenza precisa di istruzioni comprensibili che possono essere eseguite da uno strumento informatico. Ogni istruzione può avere un riscontro pratico positivo o negativo; nel primo caso il processo può continuare mentre nel secondo esso dovrà essere ripetuto o annullato (es: vado al bancomat controllo di avere la tessera ma non la ho. Quindi potrò 1. tornare a casa per prenderla; 2. decidere di farla un altro giorno). L'algoritmo sta alla base della creazione dei programmi, infatti questi non sono altro che degli algoritmi codificati secondo un linguaggio comprensibile dal PC. Caratteristiche dell'algoritmo sono correttezza ed efficienza (usare il minor numero di istruzioni semplici possibili).

Algoritmo per prelevare dei soldi dal bancomat

  1. Verificare possesso bancomat
  2. Verificare funzionamento bancomat
  3. Estrarre la tessera dalle tasche e la inserirla
  4. Inserire il codice segreto
  5. Scegliere il tipo di operazione (in caso di mancanza dell'operazione desiderata cambiare sportello)
  6. Indicare l'importo e confermarlo
  7. Ritirare bancomat / denaro / scontrino

I Service Pack sono aggiornamenti rilasciati dal produttore di un software che hanno il compito di effettuare alcune modifiche sul software stesso per migliorarne le prestazioni e/o correggerne gli eventuali errori.

Blog

Come sofferenza, un vero calvario. Da un punto di vista letterario, un'Odissea. Più terra terra, una colossale rottura di scatole.
Tutto per un Bancomat , un pezzetto di plastica di millimetri 54 per 85 che si rifiuta di funzionare. Un contrattempo che può succedere senza provocare eccessivi problemi, ma che la scarsa comunicazione tra le filiali di una banca e il loro ostinato rifiuto di comprendere le ragioni di un cliente, ritenendo Bibbia soltanto le proprie, sono in grado di ingigantire. Come se il topolino, capovolgendo il detto, avesse partorito una montagna.
íˆ il 23 aprile scorso, tra le 10 e le 11, quando il signor D.S. di Roma, correntista di un'agenzia capitolina di uno dei primi dieci gruppi bancari nazionali, in trasferta a Volterra, decide di prelevare 250 euro dalla locale filiale. "Inserire tessera, digitare codice, scegliere importo": solita prassi e solito dialogo freddino, ma efficiente, tra uomo e macchina. Solo che la macchina, quella mattina di aprile, inizia a sentire la primavera: non eroga l'importo e si rifiuta di restituire la tessera.
D.S., uomo paziente, attende qualche minuto. Poi, vista l'assenza di qualsiasi segnale di spirito collaborativo dell'aggeggio elettronico, entra in agenzia. íˆ lì, nel contatto con l'"umano", che l'affare inizia a complicarsi.
Il cassiere, afferrato il problema, recupera il Bancomat, lo esamina ed esclama: "Ma caro signore, la sua tessera è scaduta". E reinserisce la tessera nella macchina.
D.S., oltre che paziente, è persona pronta a concedere fiducia agli altri e ad ammettere i propri errori: "Evidentemente non me ne ero accorto".
Ma i 250 euro gli servono e chiede di cambiare un assegno di 300 euro. Detto fatto, prassi normale.
Rientrato nella capitale, conta di trovare nella posta la nuova tessera. Speranza vana: pubblicità, bollette, ma del Bancomat nessuna traccia.
Qualcosa comincia a roderlo: si chiama sospetto. Essendo la sua tesserina anche una CartaSì , telefona al numero verde della società emittente, chiedendo lumi. E li ha: la "sua" tessera, quella rimasta a Volterra, non solo non è ancora scaduta, ma sarà valida fino al 30 giugno (cioè mancano ancora due mesi).
Così, sempre paziente, lunedì 28 il signor D.S. chiama la filiale di Volterra . Ma solo martedì 29 ha una risposta: esauriente, ma tale da far girare i santissimi anche a uno come lui. "Ci siamo accorti dell'errore - dice l'impiegato - in realtà la sua tessera non era scaduta e quindi l' abbiamo rispedita alla filiale di Roma".
D.S. respira sollevato, ma non sa che i suoi santissimi hanno appena accennato a muoversi: il giramento sta per diventare vortice. La filiale conferma infatti l'arrivo del Bancomat da Viterbo, ma proprio mentre D.S. sta tirando un sospiro di sollievo, l' impiegato lo avverte che " purtroppo, la tessera è stata annullata ".
D.S. capisce di non essere più l'uomo di prima, ma oltre che paziente è anche ostinato, e chiede di poter avere un nuovo Bancomat. Altre telefonate, ma alla fine il verdetto è che la cosa non è possibile: "Il rinnovo parte in automatico con la scadenza". Quindi lui, per avere una nuova tessera funzionante (servizio per cui paga), visto che la precedente gli è stata annullata (per errore non suo, ma della banca), dovrà aspettare i tempi della banca stessa: fino al 30 giugno. Nel frattempo si arrangi con gli assegni.
íˆ quello che fa. Ed essendo anche uomo senza rancori, lo fa ancora a Volterra, e nella stessa banca, il 30 aprile seguente, con un assegno.
Per la cronaca, preleva 500 euro, chiedendo anche il saldo . Ma ora D.S. sta diventando sospettoso. Specialmente quando vede il marchio della "solita" banca su un assegno o in testa a una lettera.
Sesto senso? Chissà, ma quel saldo non lo convince e il 2 maggio entra nella sua agenzia romana per avere il dettaglio degli ultimi movimenti: così si accorge che i 250 euro che aveva chiesto al Bancomat di Volterra il 23 aprile, e che non gli erano stati erogati "perché, caro signore, la sua tessera è scaduta", risultano però " prelevati " dal suo conto lo stesso 23 aprile .
D.S., a quel punto - il 14 maggio - prende carta e penna rivolgendosi all' Ispettorato della banca in questione, sede centrale.
"Ho sempre avuto ottimi rapporti con Voi e non ho mai avuto problemi di alcuna natura - scrive in calce alla ricostruzione degli eventi -. Spero che questo rapporto continui, ma mi sembra ovvio che non posso pagare 250 euro per lo sbaglio di qualcuno".
Conciso. Moderato. Cortese. Proprio come D.S. è sempre stato.
Ma la banca in questione, con lettera del 4 giugno, gli risponde
"che gli accertamenti effettuati non hanno evidenziato alcuna anomalia di funzionamento dell'impianto bancomat" e che " pertanto, in considerazione delle clausole contrattuali che regolano il servizio e pur non dubitando della Sua buona fede (e ci mancherebbe!, ndr) non possiamo accogliere la richiesta di rimborso in questione". Non basta: "A comprova di quanto sopra asserito uniamo alla presente copia del registro informatico dell'Atm di Volterra dal quale si evince che il giorno 23 aprile alle ore 10,55 con la Sua carta bancomat, veniva disposto un prelievo di euro 250 risultato andato a buon fine ".
Proprio come affermato da D.S. nella lettera: la trattenuta sul suo conto è stata fatta; l'erogazione dei soldi, quella no. La banca, definendo poi "regolari e adottate al fine di evitarne ogni uso illecito" le modalità di restituzione della carta da Volterra a Roma, aggiunge: "Rileviamo comunque che dal giorno 20 maggio Lei è in possesso di una nuova carta di credito".
íˆ troppo: il 16 luglio D.S. riprende carta e penna rivolgendosi al presidente del gruppo bancario (e per conoscenza alla Banca centrale europea, all' Ufficio di vigilanza della Banca d'Italia e all' Adusbef ).
"Avendo avuto incomprensibilmente risposte negative mi rivolgo a Lei e ad altri Enti che suppongo interessati - scrive - perché la vicenda sia defintivamente chiarita e io non subisca danni, oltre a quelli già subiti".
Precisando poi come "nelle risposte dell'Ispettorato non si fa cenno all' errore del cassiere (dal quale errore mi deriva il danno)", D.S. smentisce anche il suo rientro in possesso dal 20 maggio di una nuova carta di credito. Non corrisponde al vero "perché ho avuto una nuova carta tramite assicurata postale spedita il 12/6/2003 (come da fotocopia) la cui validità ha inizio comunque il 1/7/2003. Un'affermazione così inesatta fatta da un così importante Organismo della banca lascia perplessi".
E ribadendo i propri diritti chiude: "In attesa della positiva soluzione del problema, invio distinti saluti". Sempre conciso, moderato e cortese. Ma sempre - e definitivamente - con 250 euro in meno e il "bruciore" di un errore mai commesso.

Copyright © 2005 [IperCity] (R) 2006 Italy Comunicazioni@ipercity.com